Acqua potabile ?

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La microplastica si trova ormai nell’80% dell’acqua che esce dai rubinetti.

Microplastica che entra nel corpo incistandosi nei tessuti. Nessuno ha ancora studiato i danni alla salute nostra e degli animali che ne conseguono: forse è all’origine di tumori, forse dell’Alzehimer, forse addiritura entra nell’apparato riproduttivo causando infertilità…

Infertilità umana, ma forse anche animale ? Spero che gli scienziati si dedichino allo studio dei tessuti incistati sia negi uomini che negli animali, in particolare negli apparati riproduttivi.

Sinceramente chi di noi riuscirebbe a vivere del tutto senza plastica?  La produzione annuale al mondo di plastica è di 300 milioni di tonnellate!

Ormai ovunque utilizziamo plastica e i suoi impieghi sono talmente tanti e svariati che non ci facciamo nemmeno più caso. E’ una materia talmente versatile ed economica che si è registrato un vero e proprio boom del suo utilizzo.

All’inizio i legislatori non l’hanno proprio considerata un problema. Poi però si è compreso che è un materiale altamente inquinante e invadente perchè non è biodegradabile nemmeno in 200 anni!

E’ da poco che in alcuni paesi più avanzati e sensibili vi sono leggi che incentivano l’utilizzo delle bio/plastiche più ecologiche e biodegradabili.

La plastica arriva nei più remoti villaggi e di conseguenza viene abbandomanata nell’ambiente in ogni angolo del pianeta.

E’ un problema che deve riguardare tutti noi, non dobbiamo ignorarlo, ma sarebbe bello che il mondo intero finaziasse i ricercatori che vi si dedicano.

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Il rovescio della medaglia

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Forse quest’estate mentre eravate in vacanza vi è sfuggita una notizia che a prima vista può sembrare buona, ma che ha un pericoloso rovescio della medaglia. Il problema della plastica che inquina è proprio globale! Giusto quindi che la scienza che l’ha creato ora provi a trovare delle soluzioni. La ricercatrice Federica Bertocchini, affiliata al Cnr spagnolo e in forza all’Istituto di biomedicina di Cantabria, a Santander, possiede degli alveari che necessitano di pulizia regolare per eliminare le tarme della cera (Galleria mellonella). Prese le tarme infestanti le ha messe in un normale sacchetto di plastica (polietilene), con sua grande sorpresa dopo un po’ ha notato le tarme uscire libere perchè erano riuscite mangiarsi la plastica. Da qui l’idea di studiarle meglio coinvolgendo anche due biochimici dell’università di Cambridge: Paolo Bombelli e Chris Howe. La ricerca è stata poi pubblicata sulla rivista Current Biology: le larve delle tarme della cera possono mangiare la plastica digerirla e renderla biodegradata!

A prima vista può sembrare una notizia veramente buona: Wow!

Eppure io ci vedo un rovescio della medaglia pericolosissimo per la sopravvivenza dell’intera umanità. Infatti, immaginiamo che si decida di allevare tarme della cera per poi utilizzarle nel riciclo della plastica. Immaginiamo poi che, per un incidente, la sovraproduzione di tarme della cera si disperda nell’ambiente. Immaginiamo infine che gli alveari ne vengano infestati molto più che oggi. Insomma si potrebbe rischiare che le api ne subiscano un grave danno, forse irreparabile. Ma le api sono proprio alla base dell’ecosistema! Senza di esse non vi è impollinazione e fruttificazione. Non c’è bisogno di scomodare Einstein per immaginare che in pochi anni il mondo sarebbe desertificato: l’umanità affammata! Eccolo il grave rovescio della medaglia. Dio non voglia, davvero!!!

La plastica che tanto utilizziamo e di cui non sapremmo più fare a meno sembra proprio un’invenzione demoniaca: potrebbe portare alla fine dell’ecosistema mondiale. Per ora l’unica scelta sensata che abbiamo è quella di bruciarla in forni idonei! Poi dobbiamo cercare di limitarne la produzione, l’utilizzo e la dispersione. Però vi prego, non affidiamoci all’idea di smaltirla tramite le tarme della cera, non dovrà essere quella la strada per essere ecologici! Mai e poi mai!

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