Robot umanoidi per la generazione degli anni ’50?

Sul numero di Grazia del 5 ottobre 2016 mi ha colpito l’articolo a pag. 133, dove viene descritta “Nadine” un robot umanoide che è già in avanzata fase di realizzazione. La scenziata che l’ha creata, Nadia Magnenat Thalmann prevede l’utilizzo di questi robot umanoidi in un prossimo futuro. Potranno fare lavori di receptionist, ma anche di assistenza agli anziani e ai disabili. L’inconveniente più appariscente è quello che questi umanoidi “non potranno amare”. Cioè non proveranno sentimenti. Saranno programmati però per aiutare le persone.

Credo che questo progresso della scienza si rivolgerà soprattutto alle generazioni nate negli anni ’50 del ‘900. Infatti i robot saranno pronti alla produzione di massa, che ne abbatterà i costi, proprio nei prossimi anni cioè nel momento in cui invecchierà la generazione postbellica quella nata negli anni del boom demografico ed economico.

Già mi vedo vecchietta a comprare automobili che non hanno bisogno di guidatore perchè completamente elettroniche e ad essere assistita in casa da “Nadine”. Ci saranno sicuramente svantaggi occupazionali, verrà meno la figura dei badanti, ma queste persone che ora sono assai utili in Italia fra qualche anno non vorranno più esercitare questo genere di lavoro faticoso, ambiranno a posti più qualificati. Quando il lavoro di assistenza sarà meno ambito dagli immigrati di seconda generazione ecco che si affacceranno sul mercato i robottini che cercheranno di soddisfare tutte le esigenze: si perderanno posti di lavoro meno qualificati, ma se ne guadagneranno altri nel settore della robotica.

Ai parenti resterà il ruolo di dare amore e sono convinta che sia molto più facile essere premurosi ed affettuosi quando si è sollevati dal lavoro gravoso di pulizia e accudimento materiale. Sarebbe bello se tutto fosse così lineare: in realtà gli scossoni nella nostra società saranno innumerevoli e faremo tutti fatica ad adattarci alle novità.

Sarebbe bello altresì che riuscissimo a porre un limite all’uso dei robot. Infatti è auspicabile che a nessuno venga in mente di poter sostituire il ruolo genitoriale con degli umanoidi. I neonati ed i bambini avranno sempre bisogno di cure, assistenza ed educazione dati dai genitori e dalla famiglia allargata ai nonni, zii e cugini. Questi ruoli non sono mero accudimento meccanico: hanno invece bisogno di amore, tanto amore generato dall’interscambio giornaliero tra persone vere.

I robottini non potranno mai essere affettuosi e amorevoli le famiglie sì.

 

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